Il Polistirolo

04 Agosto 2020 / By Darklord

Cenni storici

Il polistirene fu scoperto per la prima volta nel 1839 da Eduard Simon, uno speziale berlinese. Dalla resina del Liquidambar orientalis distillò una sostanza oleosa, un monomero che chiamò styrol, dal nome tedesco della resina Styrax. Alcuni giorni dopo, notò che il monomero si era trasformato in una gelatina e le attribuì il nome di Styroloxyd (ossido di stirene), pensando che fosse un prodotto di ossidazione. Nel 1845 i chimici John Blyth e August Wilhelm von Hofmann dimostrarono che la stessa trasformazione dello stirene poteva avvenire in assenza di ossigeno, chiamarono la loro sostanza metastirene e fu dimostrato successivamente che la sostanza era identica allo Styroloxyd.
Nel 1866 Marcellin Berthelot identificò correttamente il processo come una reazione di polimerizzazione. Tratto da Wikipedia.

Differenze sostanziali

La differenza che salta subito all’occhio. ma anche al tocco, è la differente compattezza e densità del materiale, il polistirene in effetti risulta molto più compatto e, se tagliato, si possono notare le dimensioni delle cellette molto ridotte rispetto al polistirolo che evidenzia delle palline di dimensioni più grandi e consistenti. La differenza di densità è una discriminante per il progetto che andremo a realizzare, influisce infatti sulla resistenza meccanica (compressione, trazione, ecc..), isolamento termico e risultato estetico.

Come si usa

Innanzitutto, per quanto riguarda la sicurezza, ricordiamo di lavorare in un ambiente ben areato e di munirsi, se possibile, di aspiratori da banco per eliminare le polveri che si formeranno durante la lavorazione. Normalmente venduto a lastre di varie dimensioni e spessori, ha un costo relativamente economico, può essere utilizzato per plastici. piccole parti scolpite, rocce e forme ingombranti ma che devono pesare poco (1,04 g / cm³) e ha una temperatura di fusione tra i 70° e i 100° cosa molto importante per noi che dobbiamo lavorarlo. Il materiale si presenta anelastico e poco resistente a torsione e flessione, di conseguenza non è consigliato utilizzarlo per creare parti mobili o che debbano sopportare importanti sollecitazioni meccaniche, si presta bene però, in scenografia per realizzare forme anche molto complesse. Il primo passo è quello di tagliare il foglio delle misure necessarie al nostro progetto con il Termocut o il Cutter. Successivamente andremo a sgrezzarlo con Carta Vetrata o Trapano per modellismo, infine, se necessario, andremo ad incollare i vari pezzi tramite Colla a base d’acqua adatta a questo tipo di materiale (ricordiamo sempre di NON usare colle con solvente vedi BOSTIK, ARTIGLIO, etc…).
Quali sono gli utensili necessari, stando sempre attenti alla sicurezza personale ed ambientale:
          • Maschera protettiva naso e bocca contro i vapori *
          • Occhiali protettivi *
          • Termocut
          • Cutter *
          • Carta vetrata di grana diversa ( da 80 a 500 ) *
          • Colla per polistirolo (senza solventi ) *
          • Trapano da modellismo
” * ” : gli utensili con questo simbolo e colorati in rosso sono assolutamente indispensabili per la sicurezza e per eseguire un lavoro efficace e di qualità

Come si colora

Per colorare il Polistirene o Polistirolo NON si devono mai usare colori o vernici a base di solventi, infatti tali prodotti sciolgono letteralmente le catene molecolari del Polistirene/Polistirolo rendendolo inutilizzabile. E’ possibile utilizzare il pennello o l’aerografo senza bisogno di un Fondo o Primer che comunque resta consigliato. Generalmente si usa il colore acrilico per praticità e rendimento ma nulla vieta di utilizzare anche altri colori a base acqua esistenti nel mercato. Esistono in commercio dei prodotti che rendono la superficie più dura e resistente agli urti o con un effetto roccia, sono dei prodotti a base plastica che ricoprono la superficie creando un guscio che, successivamente, sarà possibile colorare con colori appositi.

Alla prossima

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