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Cosplay

Cosa è un “Cosplay”

Cosplay (コスプレ kosupure?) è una parola macedonia formata dalla fusione delle parole inglesi “costume” (costume) e “play” (gioco o interpretazione) che indica la pratica di indossare un costume che rappresenti un personaggio riconoscibile in un determinato ambito e interpretarne il modo di agire. Definizione tratta da Wikipedia.

Perchè fare Cosplay

Da molti erratamente definiti “maschere”, in realtà lo spirito che muove una persona a fare Cosplay è la voglia di mettersi alla prova, con le tecniche di lavorazione dei materiali, con l’interpretazione del personaggio scelto e, sicuramente, un pizzico di esibizionismo.  Il cosplayer normalmente ama crearsi tutti gli oggetti e gli abiti da solo, studiando quali sono i materiali migliori da utilizzare, le forme e le proporzioni del personaggio interpretato e il modo di atteggiarsi, di parlare e le espressioni. Infatti dietro ad un semplice costume ci sono mesi, se non anni, di studio e lavorazione.

CONOSCIAMO I MATERIALI

Impariamao a conoscere i materiali più utilizzai nel mondo Cosplaye scenogragio per poterli lavorare al meglio. Qui sotto troverete una breve spiegazione con dei tutorial che vi aiuteranno arealizzare i vostri progetti.

Polistirene

Polistirene

Lattice

Lattica prevulcanizzato

Worbla

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Forex

Forex

Foam / PLZ

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Vetroresina

Vetroresina

Polistirene / Polistirolo

Cenni storici

Il polistirene fu scoperto per la prima volta nel 1839 da Eduard Simon[3], uno speziale berlinese. Dalla resina del Liquidambar orientalis distillò una sostanza oleosa, un monomero che chiamò styrol, dal nome tedesco della resina Styrax. Alcuni giorni dopo, notò che il monomero si era trasformato in una gelatina e le attribuì il nome di Styroloxyd (ossido di stirene), pensando che fosse un prodotto di ossidazione. Nel 1845 i chimici John Blyth e August Wilhelm von Hofmann dimostrarono che la stessa trasformazione dello stirene poteva avvenire in assenza di ossigeno, chiamarono la loro sostanza metastirene e fu dimostrato successivamente che la sostanza era identica allo Styroloxyd. Nel 1866 Marcellin Berthelot identificò correttamente il processo come una reazione di polimerizzazione. Tratto da Wikipedia.

Differenze sostanziali

La differenza che salta subito all’occhio. ma anche al tocco, è la differente compattezza e densità del materiale, il polistirene in effetti risulta molto più compatto e, se tagliato, si possono notare le dimensioni delle cellette molto ridotte rispetto al polistirolo che evidenzia delle palline di dimensioni più grandi e consistenti. La differenza di densità è una discriminante per il progetto che andremo a realizzare.

Come si usa

Normalmente venduto a lastre di varie dimensioni e spessori, ha un costo relativamente economico, può essere utilizzato per plastici. piccole parti scolpite, rocce e forme ingombranti ma che devono pesare poco (1.04 g / cm³) e fonde tra i 70° e i 100°. Il metodo migliore per cominciare a lavorarlo è quello di munirsi di maschera protettiva naso e bocca contro i vapori tossici, un paio di occhiali protettivi, un Termocut, un Cutter, della Carta vetrata di grana diversa ( da 80 a 500 ), Colla per polistirolo                   (senza solventi ), eventualmente un Trapano da modellismo per punti particolarmente difficili da raggiungere.

Come si colora

Per colorare il Polistirene *Polistirolo NON si devono mai usare colori o vernici a base di solventi, infatti tali prodotti sciolgono letteralmente le catene molecolari del Polistirene/Polistirolo rendendolo inutilizzabile. E’ possibile utilizzare il pennello o l’aerografo senza bisogno di un Fondo o Primer. Esistono in commercio dei prodotti che rendono la superficie più dura e resistente agli urti o con un effetto roccia, sono dei prodotti a base plastica che ricoprono la superficie creando un guscio che, successivamente, sarà possiblile colorare con colori appositi.

Utensili

Materiali

Tutorial

WORBLA

Cenni storici

Quello che comunemente viene chiamato  Worbla in realtà è una marca di polimeri termoplastici, ovvero malleabili al calore.La sua storia è molto recente, infatti si parla solo da qualche anno di questa materia nel mondo Cosplay, si sà che la provenienza del brevetto è tedesca ma la composizione effettiva non è ancora nota nei particolari.

Come si usa

Si presenta di solito in fogli ruvidi che possono essere modellati solo se scaldati con una pistola termica a una temperatura di almeno 90°. Viene quindi posto su altre basi solide o modellato a mano tramite l’utilizzo di guanti per evitare scottature. L’adesivo integrato in alcune particolari qualità di Worbla consente di far aderire fra loro più strati con facilità: questo può essere fatto sia per migliorare la resistenza degli oggetti sia per aggiungere dettagli in bassorilievo. Una tecnica comune per creare oggetti indossabili in Worbla, come ad esempio le armature, è quella di distendere tale materiale su un sottile foglio di EVA, creando così un carapace leggero e flessibile. Il materiale può essere tagliato con forbici, coltelli o laser e può essere tagliato, intagliato o levigato con utensili manuali utilizzati nella lavorazione del legno. Può inoltre essere lisciato stendendo su di essi un fondo per la verniciatura. I ritagli di fogli di Worbla possono essere manipolati anche dopo essere stati lavorati. Grazie alla sua versatilità e alla sua robustezza, il Worbla è stato adottato nella creazione di componenti scenografiche di film e serie televisive ed è divenuto particolarmente popolare fra i cosiddetti cosplayer, che lo utilizzano per la creazione di costumi. Della stessa linea esistono delle varianfti di Worbla; Decò per i dettagli più difficili da realizzare, Trasparente, Nero ad alta definizione e molti altri per ogni tipo di esigenza. Essendo comunque un brend in monopolio i prezzi sono abbastanza elevati quindi è ben,e in fase progettuale, definire bene gli elementi da tagliare in modo da sprecarnee meno possibile, anche se, in realtà, non va veramente sprecato del tutto visto che è possibile rifonderlo.

Come si colora

Come detto in precedenza occorre necessariamente stendere uno strato di fondo per poter poi colorare il Worbla. all’inizio si utilizzava la semplice Colla Vinilica che andava stesa non diluita lungo tutta la superficie da colorare, ma purtroppo questo metodo molto economico ha dei difetti sostanziali: una volta indurito diventa molto fragile ai colpi e poco flessibile, tanto che potrebbe creparsi e sfogliarsi dalla superficiecostringendo ad un restauro impignativo. Esistono in commercio dei uovi fondi molto più performanti e meno “delicati” che svolgono al meglio il loro lavoro, li si trova in versione spray o liquida  comunque una votltra steso il fondo anche 2 o 3 volte a seconda di quanto necessita il vostro progettoe si procede a colorare con colori acrilici o vernici ad acqua. e’ possibile utilizzare un aerografo o un pennello a seconda dei gusti personali ed alle proprie abilità.

Utensili

Materiali

Tutorial

VETRORESINA

Cenni storici

La vetroresina o VTR, è un tipo di plastica rinforzata con vetro, in forma di tessuti o TNT (tessuto non tessuto, feltro a fibre orientate casualmente) impregnate con resine termoindurenti, in genere liquide e a base di poliestere, vinilestere o epossidica, che induriscono dopo la lavorazione per intervento di catalizzatori e acceleranti. È nota anche come plastica rinforzata con vetro o GRP (dall’inglese glass-reinforced plastic), plastica rinforzata con fibre di vetro o GFRP (dall’inglese glass fiber-reinforced plastic), GFK (dal tedesco Glasfaserverstärkter Kunststoff) o come fibra di vetro o fiberglass dal nome del materiale che le costituisce, insieme alla matrice plastica. La vetroresina è stata per la prima volta realizzata in Italia, nel centro ricerche dell’Università di Bari nel 1926 dall’Ingegnere Domenico Montaruli, in seguito agli studi di materiali ultraleggeri richiesti dall’Aeronautica Macchi. (tratto da Wikipedia)

Come si usa

Esistono  tecniche principali per utilizzare la VTR: Resin Transfer Moulding, consiste nell’utilizzo di no stampo e relativo controstampo in cui viene poi iniettata la resina a pressione, l’RTM Light simile alla precedente ma utilizza il vuoto per creare le forme desiderate, infine il metodo che illustreremo in questo tutoeial l’Hand Lay-Up. Il metodo pià sempice da eseguire in casa dove normalmente lavora un Cosplayer, poichè occorrono numerose vasche in plastina (quelle del gelato vanno benissimo), dei pennelli economici e una bilancia oltre naturalmente lo spazio dove lavorare i pezzi e per lasciarli asciugare. Ma una volta pronti per resinare, come facciamo a creare il modello, utilizziamo una bellissima applicazione per Windows chiamata Pepakura Designer (trovate tantissimi tutorial su come si utilizza), questo software consente di creare un modello 3d in carta che è un  ottimo supporto per la resina. Quindi una volta creato il modello in carta possiamo procedere alla prima stesura di uno strato di resina dopo averla miscelata nelle proporzioni indicate nella confezione (infatti normalmente son bicomponenti), quindi con un pennellostendiamo la resina sul modello facendo attenzione a non metterne nè troppa che gocciolerebbe dal modello, nè poca che il tessuto di vetro che poi andremo ad applicare sopra non abbia una presa sicura sul modello. Dopo aver steso la prima mano si attenderanno 5/10 min a seconda della temperatura amiente im modo che cominci la reazione rel solidificante e cominciamo ad applicare il tessuto sulla resina ancora umida e appiccicosa. Esistono varie grammature e dimensioni del tessuto di vetro a seconda della grossezza e durezza.ìì che permettono di realizzare finiture più o meno dettagliate e/o resistenti, più la grammatura è pesante e più sarà rigida ma meno dettagli9ata. E’ anche possibile, nel caso serva una superficie molto rigida e resistente, sovrapporre vari strati di tessuto incrociatdo la trama, naturalmente ogni strato dovrà essere bagnato con la resina.

Come si colora

Come tutte le materie plastiche anche per colorare la VTR è necessario un fondo o primer che permetta al colore di aderire perfettamente alla superficie. Prima però dovrà essere preparata tramite una carteggiatura a grana molto fine (sopra i 200), naturalmente se la superficie presenta bozzi o imperfezioni che si vedrebbero una volta colorata, queste andranno eliminate tramite dello stucco (metallico o plastico). Una volta preparato il fondo e pronti per colorare possiamo usare tutte le tecniche desuderate (pennello, aerografo, spugnature, ecc…) fino al raggiungimento dell’effetto desiderato, ricordando sempre di non usare colori che contengano solventi ma solo ad acqua.

Utensili